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Gli ETF (Exchange Trade Funds) sono un prodotto finanziario
molti simili ai normali fondi comuni di investimento, con alcune
caratteristiche particolari:
1) Sono quotati in tempo reali
in Borsa, e possono essere scambiati in tempo reale come un normale
titolo (i Fondi Comuni invece hanno un prezzo stabilito ogni sera).
2) Investono su un particolare benchmark, come i Fondi
Comuni. A differenza di questi, tuttavia, sono gestiti in maniera
passiva, cioé si limitano a replicare passivamente (per quanto
possibile) il benchmark di riferimento. Questo porta ad alcuni
vantaggi rispetto ai Fondi Comuni:
a) niente commissioni di ingresso o di uscita, e limite minimo di
ingresso molto più basso
b) commissioni annuali molto più basse (in genere 0,50% all'anno o
meno, contro l'1%-2% dei fondi)
c) possibilità di vendere (e volendo ricomprare un diverso prodotto)
in tempo reale
Riassumendo, il principale vantaggio degli ETF rispetto ai Fondi
Comuni d'investimento (facendo un confronto sul medio-lungo periodo)
è rappresentato dalle zero commissioni e dai bassi costi di
gestione, che si traducono in un rendimento maggiore; il vantaggio
dei Fondi Comuni -almeno in teoria- è la possibilità di deviare in
una certa parte dal benchmark, ottenendo, se il gestore è bravo,
rendimenti superiori.
Analizzando i risultati degli ultimi anni, tuttavia, si nota un
risultato interessante: solo pochissimi Fondi Comuni sono andati
meglio degli ETF, pochi sono pari e la maggior parte sono andati
peggio. Questo parlando dei Fondi Azionari. Perché nel caso degli
Obbligazionari il divario è ancora maggiore.
Gli ETF infatti hanno sugli obbligazionari un costo annuale di
gestione di circa lo 0,1 - 0,2%, contro lo 0,6 - 1,2 % dei Fondi (a
seconda della tipologia). E recuperare da mezzo punto a un punto -ogni
anno- è molto difficile... al momento pochissimi Fondi Comuni
Obbligazionari riescono a raggiungere gli ETF.
Esempio: sapete quanti Fondi Azionari specializzati su US Small
Cap hanno battuto l'indice S&P 600 Small Cap negli ultimi 5 anni
(maggio 2000 - maggio 2005), comprendendo tutti i Fondi disponibili
in italia (incluse SICAV e lussemburghesi): UNO soltanto su tutti
quelli disponibili, mentre un altro è andato pari (ed è pure un
fondo estero). Gli altri sono andati peggio. Gli ETF del settore
(purtroppo nessuno ancora quotato ancora sulla Borsa italiana, ma
solo su quella americana)
sono andati in linea con il benchmark, dunque quasi tutti gli ETF
basati su questo indice sono andati meglio dei Fondi Comuni
corrispondenti.
Prendiamo la classifica a 3 anni, dei fondi che hanno battuto
l'indice MSCI North America Large Cap: ci sono oltre 370 fondi e
quelli che hanno battuto l'indice sono una quarantina, circa il 10%.
Anche qui, se si sceglie un buon Fondo Comune si ottiene un rendimento
superiore, tuttavia nel restante 90% dei casi non è così... |