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SSD: Solid State Drive
Cosa sono e come ottenere migliori prestazioni dalle unità SSD
Scheda modificata:
Maggio 2013
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Cosa sono gli SSD
Gli SSD (Solid State
Drive, unità a stato solido) sono degli 'Hard Disk'
di nuova generazione, più simili per un certo verso
ai pen drive USB che agli Hard Disk meccanici
tradizionali, dal momento che scrivono su delle
memorie flash e non su un disco vero e proprio (da
questo punto di vista, anche il termine
'Hard Disk' di nuova generazione è improprio,
perché al loro interno ci sono delle celle e non un
disco).
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Vantaggi
Il vantaggio più
evidente è la velocità, soprattutto nel caso di
lettura/scrittura di piccoli file.
Anche
l'SSD più scadente, infatti, è con i piccoli file di
almeno 6-7 volte (fino a 20 volte e oltre) più veloce dell'Hard Disk Sata 2
più rapido (il margine di vantaggio è minore in caso
di grossi file, per quanto risultino lo stesso più
veloci).
E' chiaro dunque che operazioni come
l'avvio del computer, l'installazione o l'esecuzione di
programmi complessi (o giochi) , e tutte le
operazioni simili, divengano assai più veloci
rispetto ad un Hard Disk tradizionale.
Tra gli altri vantaggi
ci sono la silenziosità assoluta e i
consumi elettrici, decisamente inferiori
rispetto ad un consueto disco rigido.
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Svantaggi
Lo svantaggio maggiore delle unità
SSD è
certamente il costo per GB di queste unità,
soprattutto rispetto ad un Hard Disk tradizionale.
Questo costo si è ridotto costantemente nel corso
dei mesi: a Dicembre 2010 ha cominciato a
scendere al disotto dei 2 euro per GB (anche 1.5
euro per GB), contro un prezzo inferiore a 0,10 euro
per GB di un hard disk tradizionale..
A Maggio 2012 siamo arrivati intorno agli 0.8 eur per GB (nei
migliori negozi online); un prezzo ancora elevato,
ma più più accettabile. A Luglio 2012 il
prezzo medio è sceso ancora a circa 0.7 euro per GB.
A Marzo 2013, il prezzo si aggirava sugli 0.6
euro per GB.
Inoltre le unità SSD hanno un numero predefinito
di cicli di scrittura: le celle possono essere
scritte solo un determinato numero di volte, al
termine delle quali possono essere solo lette e non
più scritte.
Questo numero di cicli possibili
di riscrittura è comunque molto elevato.
Va da sé che se si utilizza il
drive SSD per il p2p o per il montaggio video,
scrivendo e riscrivendo svariati GB ogni giorno, la nostra unità SSD
esaurirà molto prima i (pur notevoli) cicli di
scrittura...
Un altro svantaggio è la perdita
di prestazioni con il riempimento dell'unità:
proprio per la caratteristica degli SSD, c'è una
perdita di prestazioni quando l'unità si riempie e
si cominciano a cancellare i dati. E' una cosa che
però si può risolvere con l'utilizzo della
funzionalità TRIM (se supportata dal sistema
operativo), spiegata più sotto.
Infine alcuni sollevani dubbi sull'affidabilità
a medio termine: in teoria gli SSD
dovrebbero essere meno soggetti a rotture rispetto
ad un Hard Disk tradizionale (non hanno parti in
movimento, né dischi che si possono incrinare o
rompere), ma in realtà è una tecnologia abbastanza
nuova (almeno nella diffusione di massa), dunque
è possibile ci voglia qualche tempo perché possano essere
considerati affidabili quanto i dischi
rigidi tradizionali.
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La perdita di prestazioni e la funzionalità TRIM
Il principale problema delle prime
generazioni di SSD (problema presente ancora oggi
per i sistemi che non supportano il TRIM, o una
funzione equivalente) è stato quello di perdere
prestazioni in maniera proporzionale al loro
riempimento.
In altre parole, fino a che
l'unita SSD scrive dati su celle nuove non ci sono
problemi, ma quando il disco si riempie ed è
necessario cancellare qualcosa per liberare spazio,
ecco che c'è una forte calo delle prestazioni, che
in alcuni casi poteva (e può) portarle al disotto di
un buon hard disk tradizionale.
La ragione -senza andare troppo
nel dettaglio- sta nella (in)capacità di scrivere
nuovi dati su celle parzialmente riempite. In
pratica, il controller dell'unità SSD scrive su pagine di 4kb, ma è
in grado di cancellare solo 128 pagine alla volta
(512 kb). Quando dunque deve modificare una pagina,
il controller legge le 128 pagine, aggiorna quella
pagina e riscrive tutto il blocco di 128 pagine.
Ecco così che per scrivere 4kb finisce per
scrivere 512 kb (è dunque comprensibile che le
prestazioni crollino!).
La funzione TRIM cerca
dunque di risolvere questa situazione, cancellando
immediatamente le celle corrispondenti quando si
elimina un file, e rendendole subito disponibili per
la riscrittura (non è più possibile recuperare i
dati dopo che è stato eseguito il TRIM). In questo
modo, il degrado di prestazioni scompare o quasi, e la
velocità dell'unità SSD rimane sempre su livelli
costanti (e comunque molto elevati).
Tra i sistemi Microsoft, al
momento solo Windows 7 (e Server 2008) supportano il
TRIM.
I sistemi in RAID stanno cominciando a
supportare il TRIM (Intel lo supporta a partire dai
chipset della serie 7) a partire dal 2012.
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Programmi per SSD
Su Programmifree sono presenti
alcuni programmi per
SSD: si tratta di utilità, in grado di
ottimizzare il sistema (come
SSD Tweaker),
oppure di benchmark, magari per confrontare
i risultati con quelli dell'Hard Disk tradizionale:
AS SSD
Benchmark.
Molto valido è anche
Anvil'S Storage Utilities, in grado di misutare
accuratamente la velocità di un'unità SSD (utilizza
dati incomprimibili).
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Suggerimenti utili per
gli SSD
- La prima cosa
-ovvia, ma tanto vale sottolinearla- è che ad
un'unità SSD va sempre al momento affiancato un
Hard Disk tradizionale, soprattutto per salvare
i propri dati e contenuti audio/video.
- L'allineamento.
E' una particolare procedura (pochi programmi
free la supportano, e tra questi
AOMEI
Partition Assistant free) che consente di
ottimizzare le prestazioni degli SSD. In certi
casi il guadagno prestazionale può
arrivare al 20%.
- Non ha senso
deframmentare gli SSD (proprio perché il loro
funzionamento non è simile a quello di un disco
rigido); occorre anche disattivare l'indicizzazione
automatica dei contenuti (che con gli SSD non serve;
questa funzione dovrebbe comunque essere già disattivata con
Windows 7).
- E' opportuno utilizzare Windows 7, o un sistema che supporti il
Trim (Linux, per esempio, o le ultime versioni di
OSX).
- Utilizzare un
RamDisk, per esempio
DataRam
RamDisk, spostando su di esso la memoria
virtuale, i file TEMP e magari la cache del
browser. Questo al fine di ridurre il numero di
riscritture inutili (come detto in precedenza,
il numero di riscritture delle celle è molto
elevato ma non infinito).
- Se invece si
utilizza Windows XP, o un altro sistema operativo
che non supporta il TRIM, oppure un
sistema in RAID, c'è un modo (non troppo
veloce)
per riportare l'unità SSD alle prestazioni iniziali:
salvare i dati importanti su un altro disco, formattare
completamente l'unità SSD (non la formattazione
veloce, ma quella lenta), reinstallare da zero il sistema
operativo e riportare
successivamente i nostri dati sull'SSD.
In
questo modo, tutte le celle vengono azzerate e
l'unità torna come nuova: è un'operazione che si
può fare quando le prestazioni scendono troppo e
non ne siamo più soddisfatti. La funzione TRIM è
chiaramente più semplice, ma per chi vuole
restare a XP con un'unità SSD, oppure ha 2 o
più SSD in RAID
(con qualunque sistema operativo), è una scelta
obbligata; basta non abusarne, proprio perché il
numero di cicli di riscrittura non è infinito.
- Ci sono
programmi per provare/comparare la velocità di
un'unità SSD (ed è anzi utile:
CristaDiskMark,
HDTune...)
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